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Storia di Minturno

In origine la città, nota con il nome di Minturnae, si ergeva lungo la via Appia, in prossimità del fiume Garigliano. Di origine ausonia il centro, il popolo Aurunco venne sconfitto dai romani nel 340 a.C circa. Fu allora che il territorio passò sotto il dominio dei vincitori.

La città venne rifondata come colonia romana, e il suo territorio si estese dai monti Aurunci sino al Tirreno. Ancora oggi comprende una zona residenziale costiera, nota con il nome di Scauri, dove in epoca romana si trovavano delle villae maritimae, mentre  lungo il letto del fiume e sulle colline  si estendeva una notevole zona agricola e produttiva, dove si trovavano un buon numero di villae rusticae o fattorie.

Interessante ricordare che sulla foce del fiume Garigliano, nasceva il bel bosco ritenuto sacro e votato alla dea Marica. Come le zone limitrofe, anche questa conosceva oasi paludose e pare che proprio qui, riuscì a trovare riparo dagli uomini di Silla, il console Gaio Mario, nell’ 88 a.C..

Sembra che la cittadina di Minturnae sia stata distrutta più tardi, ad opera probabilmente dei Longobardi, tra il 580 ed il 590 d.C. Successivamente a questa distruzione la città di Minturnae venne ricostruita più a ridosso della zona collinare e prese un nome diverso, Traetto o Traietto. Peripezie avverse la videro protagonista di diverse aggressioni da parte dei Saraceni, che vennero definitivamente cacciati da Papa Giovanni X. Divenne nel X secolo possedimento dell’Abbazia di Montecassino, poi conquista dei Normanni, e ancora passò sotto il dominio dei Caetani.

Fu attiva protagonista nelle vicende napoleoniche e solamente nel 1879, il 13 di Luglio, riprese il suo antico nome di Minturno.

In breve: La colonia romana, l'antica Minturnae e le vicende napoleoniche di Minturno.
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