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Storia di Ponza

Ponza è terra viva e vissuta sin dall’era neolitica, e da allora di rado abbandonata. Sull’isola di Ponza sono state infatti ritrovate delle mura ciclopiche pre romane, figlie di una civiltà ben antica, quella degli Aurinci. Si tratterebbe di una popolazione indoeuropea, che trovò abitazione nel basso Lazio intorno al VI a.C.

L’isola fu amata e abitata anche dai greci, e le attestazioni del loro passaggio le si può riscontrare soprattutto in Chia di Luna, la baia forse più celebre di tutta l’isola. E’ sovrastata da una grande parete di tufo bianco e giallo che pare quasi salutare i visitatori, oggi turisti, un tempo greci che avevano interesse ad attraccare nel porto che pare sorgesse sulla baia. Il porto di Ponza era dedicato alla dea Luna, ed ancora oggi, di quel fastoso passato, resti impreziosiscono i fondali, e parliamo di cocci d’anfore e resti di antiche costruzioni. Al porto si accedeva ieri come oggi tramite un lungo tunnel, riscoperto e utilizzato dai romani che lo migliorarono con lucernai e mura di rinforzo. Gli stessi romani sfruttarono l’isola di Ponza come punto d’attracco e di riferimento nel Tirreno. La dotarono di acquedotti, quattro per essere precisi, che oggi sono la Grotta di Dragonara, quella dei Serpenti, della Madonna e il Bano Vecchio.

Il male che estirpò la vita in Ponza fu certamente rappresentato dai pirati. Battuta costantemente dagli attacchi improvvisi di questi, venne abbandonata quando pure la comunità di monaci che vi risiedeva venne attaccata, i monaci rapiti e venduti come schiavi.

L’isola venne riabitata solamente con i Borboni nella seconda metà del ‘700. Ponza ospiterà Benito Mussolini per undici giorni successivi alla sua deposizione avvenuta il 25 luglio 1943.

In breve: Amata ed apprezzata sia dai Greci che dai Romani, Ponza vanta origini millenarie.
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